BW032: Cottonee innamorato cavalca il vento!!!

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Vi informo che è andato in onda un nuovo episodio della serie Pokemon Best Wishes, ovvero l’episodio BW032: Cottonee innamorato cavalca il vento!!!

 

Affrettati se desideri ottenere una delle sette forme evolute di Eevee per l’ultima versione di Pokémon!

– Chiamata a tutti gli allenatori Pokémon: http://www.pokemonvgc.com/it
Per adesso è tutto gente, continuate a seguirci… 😉

Pokémon Bianco e Nero perde Leadership Mondiale dopo 6 Settimane

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Incredibile ma vero: dopo 6 settimane di dominio incontrastato come videogame più venduto nel mondo, è giunto il momento della resa anche per di Pokemon Bianco e Nero.

L’uscita in Giappone di Dai-2-Ji Super Robot Taisen Z: Hakai-hen per PSP, ha infatti detronizzato la produzione Nintendo.

Ottima partenza anche per Michael Jackson The Experience per Xbox 360 che debutta al quarto posto.


Ma ecco la classifica completa:

1) PSP Dai-2-Ji Super Robot Taisen Z 300,289
2) DS Pokémon Black / White Version 210,550
3) X360 Kinect Adventures! 111,690
4) X360 Michael Jackson: The Experience 105,298

5) Wii Wii Sports 102,767
6) Wii Wii Sports Resort 100,857
7) PS3 Pro Yakyuu Spirits 2011 87,116
8) DS Dragon Quest Monsters: Joker 2 84,062
9) Wii Just Dance 2 82,221

10) Wii Wii Fit Plus 74,323

Rivelazione di un nuovo videogioco Pokèmon a Maggio!

Ciao a tutti!

Il nuovo numero della rivista giapponese Dengeki Nintendo ha annunciato che nel prossimo numero, in vendita dal 21 Maggio, verrà rivelato un nuovo videogioco Pokémon.

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L’immagine della rivista che annuncia la rilevazione del gioco (Testo Blu)

 

Non si sa ancora se sarà un gioco della serie principale o uno Spin-Off.


Non sappiamo su quale console sarà giocabile, però vorrei ricordarvi che a gennaio, il presidente di Nintendo Satoru Iwata ha confermato sono attualmente in sviluppo giochi Pokémon per Nintendo 3DS e Wii.

 

 

La rivista giapponese CoroCoro che in passato ha sempre rivelato informazioni sui giochi Pokémon in anteprima, sarà rilasciato il 15 Maggio e potrebbe riportate i primi dettagli e immagini sul misterioso nuovo gioco Pokémon!

Gli Scan della rivista potrebbero trapelare verso il 9-10 Maggio.

Anche il programma giapponese Pokémon Smash potrebbe parlare nelle settimane successive di questo nuovo gioco.

Quale gioco Pokémon sarà annunciato?

Pokémon Grigio?


Il Remake di Pokémon Rubino e Zaffiro?


Un nuova serie spin-off?


Nuovi dettagli saranno rivelati a breve!
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Per ora è tutto, al prossimo aggiornamento!

 

Carte Pokemon Sawk e Throh

Vi informo che dal 22 Aprile 2011 in Giappone sono disponibili due Mini Card File Sets.

Al prezzo di soli 630 yen (ovvero poco più di 5 euro) è possibile ottenere 4 booster pack e una delle carte promozionali raffiguranti Sawk e Throh.

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Mortal Kombat

Mortal Kombat

 

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Pubblicato da Alberto Masini in Videogiochi

Recensione:


Sin dalla prima presentazione di questo nuovo capitolo di Mortal Kombat, il nono in ordine cronologico, le intenzioni di Ed Boon sono sempre state chiare: riportare in auge una serie che si trascinava ormai stancamente da circa quindici anni tra spin off ed episodi 3D di mediocre qualità. Dopo il fallimento di Midway avvenuto nel 2010 e la successiva acquisizione in toto della compagnia da parte di Warner Bros, si prospettava quindi all’orizzonte una doppia rinascita. Da una parte la neonata NetherRealm Studios voleva dimostrare di saper ancora produrre giochi di qualità, dall’altra c’era il loro brand storico sull’orlo del collasso. La storia di Mortal Kombat si trascinava stancamente ed i nuovi personaggi introdotti si stavano allontanando sempre di più dal gusto dei fan; Boon decise dunque che era il momento di dare una passata di spugna su quanto creato fino a quel momento e ricominciare a lavorare sugli elementi distintivi che avevano reso Mortal Kombat uno dei picchiaduro più famosi dei primi anni ’90. Quanto fatto però non poteva essere semplicemente ignorato, il nuovo Mortal voleva mantenere tutte le caratteristiche che i fan avevano imparato ad apprezzare in passato, ed un reboot completo avrebbe impedito di inserire alcuni personaggi ormai entrati nelle grazie dei giocatori. Come mantenere dunque le colonne portanti della serie, ma al contempo disporre di carta bianca per riscrivere la storia? Il segreto risiede nel tempo.


L’imperatore Shao Kahn è riuscito a sopraffare le forze del bene e Raiden è in procinto di soccombere sotto i potenti colpi del signore dell’Outworld. Con un ultimo atto eroico, il dio del tuono invierà un messaggio mentale a sè stesso nel passato, in modo da riuscire a modificare le sorti dell’imminente battaglia. La modalità storia farà dunque rivivere le vicende narrate nei primi tre Mortal Kombat, con le ovvie variazioni sul tema dovute alle nuove capacità di preveggenza di Raiden. Ogni singolo capitolo si concentrerà sulla storia di un personaggio delle sue origini, e ne svelerà nei minimi dettagli il background. Sarà possibile dunque scoprire l’origine delle braccia bioniche di Jax, come sono nate le ostilità tra Sub Zero e Scorpion, la nascita di Kabal e dei cyborg Cyrax e Sektor e molti altri particolari che faranno la gioia dei fan di vecchia data ed introdurranno in maniera completa i novizi a questa leggendaria saga. Ogni scontro sarà intervallato da una cut scene animata con dovizia, impreziosita da buone mimiche facciali e dalla totale assenza di caricamenti, sostituiti da un graduale passaggio dalla cinematica alla sessione di gioco vera e propria. Finalmente anche in un picchiaduro presenzierà quindi una storia completa, profonda e soprattutto longeva, che riuscirà a tenere impegnati i giocatori per diverse ore. Per evitare di rendere monotono il gameplay, gli scontri non saranno esclusivamente uno contro uno ma, saltuariamente, ci si troverà a dover combattere alcuni handicap match nei quali si verrà sfidati da due nemici contemporaneamente o ancora combattere contro Goro, Kintaro e Shao Kahn, tutti dotati di un’altissima resistenza e da un output di danno veramente esagerato rispetto a quello degli altri personaggi, ma con quest’ultimo che ridurrà la sua potenza in combattimento con ogni vittoria conseguita per permettere veramente a tutti di portare a termine il gioco. La modalità storia è tuttavia solo la punta dell’iceberg per quanto riguarda i contenuti single player di Mortal Kombat. Quando si accederà ai menù iniziali per la prima volta si verrà infatti investiti da una lista incredibile di cose da fare; oltre alla succitata modalità, presenzierà l’essenziale stanza per l’allenamento: a dispetto dei picchiaduro più recenti però, il tutorial di Mortal Kombat insegnerà giusto le prese, le combinazioni in tag, alcuni counter e le mosse basilari, senza però entrare nel dettaglio delle combo più complesse. I novizi usciranno dunque con un infarinatura generale sulle meccaniche di gioco ma i veterani troveranno la spiegazione poco approfondita, per ovviare in parte al problema sarà possibile fare pratica contro la CPU, sia in singolo che a squadre, e testare le varie Fatality in una sezione apposita, questa si completa, con tanto di comandi a schermo per il posizionamento e l’esecuzione. Oltre al gustosissimo Story Mode non manca la classica impostazione arcade, qui chiamata Skalata, dove, scelto un personaggio (o due, nel caso si vogliano affrontare gli scontri in tag team) si dovranno combattere una serie di dieci scontri consecutivi che porteranno a visualizzare un finale differente per ogni fighter. Se tutto questo potrebbe già bastare a definire Mortal Kombat come uno dei titoli più completi dell’attuale generazione sotto il profilo delle modalità single player, gli sviluppatori hanno voluto strafare inserendo la Torre delle Sfide. Qui verranno proposte per l’appunto una serie di trecento combattimenti di difficoltà variabile con requisiti specifici per il loro completamento, che varieranno dalla necessità di uccidere l’avversario utilizzando solo mosse specifiche, combo di un certo numero di colpi ma anche situazioni più fantasiose, dove sarà richiesto di fermare un’invasione di zombie o uccidere un avversario vulnerabile solo quando questo si troverà in una determinata posizione. Fanno la loro comparsa inoltre una serie di test: questi sono veri e propri minigiochi basati su quattro caratteristiche principali: la fortuna, la forza i riflessi e l’attacco. I test di forza e attacco richiederanno esclusivamente di pigiare come forsennati i tasti del controller per caricare al punto giusto una barra, e rilasciare successivamente un colpo potente e preciso su mattoni o assi di legno; il test dei riflessi non sarà altro che una variazione del gioco delle tre carte, agghindato però da teste mozzate e occhi cavati, mentre il test della fortuna ci metterà contro un lottatore scelto casualmente da una slot machine, con variabili randomiche che influenzeranno lo scontro: per esempio potrà capitare di essere impossibilitati nel salto, dover giocare senza testa o essere incapaci di sferrare pugni o calci. Tutti i combattimenti forniranno un quantitativo prestabilito di gettoni, incrementabile attuando Fatality o Flawless Victory, che serviranno a sbloccare nella Krypta bozzetti dei personaggi, artwok per i costumi ma anche nuove Fatality e costumi secondari per un totale di circa trecento oggetti segreti.

 

Le fondamenta del gameplay di questo nuovo Mortal Kombat attingono a piene mani dall’eredità lasciata dai primi capitoli, il cuore dei combattimenti sarà ancora fatto di spazzate e uppercut ma le innovazioni non sono state certo dimenticate. La più grossa novità risiede nell’inserimento di una barra di energia divisa in tre settori, che si ricaricherà eseguendo combo o subendo colpi. Il primo terzo permetterà di esibirsi in una mossa speciale più potente del solito, utilizzando due sezioni si potrà interrompere una combo avversaria mentre arrivando a riempire completamente la barra si avrà accesso agli speciali attacchi X-Ray. Queste super mosse, se portate a segno, garantiranno una serie di colpi in grado di togliere circa il 30% di energia all’avversario. Il problema più rilevante di questo nuovo sistema è la poca utilità della prima sezione: utilizzare un segmento della barra per causare del danno in più risulta quindi controproducente sulla lunga distanza. I giocatori tenderanno infatti ad accumulare energia per poter sferrare il prima possibile un colpo X-Ray, attacco decisamente più influente ai fini della vittoria. Cercare di mantenere inoltre almeno due tacche sempre cariche sarà essenziale nei combattimenti ad alto livello, dato che interrompere una Juggle od una combo dell’avversario, capaci di togliere oltre il 50% di energia, risulta essere nettamente più importante che mettere a segno un attacco extra dal danno relativamente basso. Le aperture di combinazioni più semplici arrivano da un salto seguito da un pugno o da una presa aerea e non sono certamente sicure da mettere a segno, considerato il fatto che proprio gli attacchi frontali, se parati, daranno il tempo necessario all’avversario di contrattaccare. Il sistema è studiato appositamente per permettere sia ai novizi che ai veterani del genere di poter apprezzare qualche sano combattimento, le combo base vengono portate utilizzando non più di tre tasti ma è solo la superficie di un sistema di combinazioni efficace, non ancora però intricato e complesso ai livelli di Street Fighter. Una precisazione in questo ambito va tuttavia fatta: il gameplay meno frenetico e per certi versi meno tecnico del sopracitato prodotto non è obbligatoriamente un difetto. Innanzitutto il mercato di origine di Mortal Kombat, ovvero quello americano, è diametralmente opposto a quello giapponese dei titoli Capcom, dove vengono prediletti velocità di esecuzione e sfavillanti colpi irradianti. Mortal, con il suo stile cupo e la sua giocabilità ancorata ai fasti degli anni novanta, propone qualcosa di diverso dal solito, un picchiaduro dal clima più tetro, che apre le sue porte e tenta di essere giocabile anche dai novizi, differenziandosi in maniera netta dalle altre produzioni e rendendo dunque scomodo qualsiasi paragone. Chiusa la dovuta parentesi di confronto con quello che attualmente resta il leader per quanto riguarda i picchiaduro da torneo, Mortal Kombat rimane un titolo dannatamente divertente da giocare e dotato di tutte le caratteristiche peculiari che hanno reso grande la saga e che oggi l’hanno riportata in auge.

 

Quando si parla di picchiaduro in genere, la prima cosa che viene da pensare è la necessità di dotarsi di un arcade stick per poter godere appieno delle funzionalità e non dover maledire la croce direzionale del pad ad ogni diagonale non riuscita. Mortal Kombat sembra aver trovato un buon compromesso dunque, affidandosi a set di mosse basate solo sui quattro punti cardinali, che ignora completamente le tanto odiate vi di mezzo. I tasti frontali corrispondono a due tipi di calci e due di pugni, il grilletto destro è assegnato alla parate ed il dorsale alla presa. L’attacco X Ray è attuabile con la pressione di entrambi i grilletti, per un esecuzione veloce e precisa, mentre al dorsale sinistro è assegnata la funzione per chiamare il tag. La doppia pressione in rapida successione in avanti farà inoltre eseguire al personaggio un dash per ridurre le distanze dall’avversario e quasi tutti i lottatori sono dotati di teletrasporto per comparire alle spalle dei nemici o attaccare dall’alto (quelli di Smoke e Skorpion sono risultati particolarmente efficaci). Il bilanciamento dei personaggi è buono, anche se allo stato attuale delle cose dare un giudizio definitivo sull’efficacia di ciascun lottatore è sostanzialmente impossibile. Il compito è dei giocatori esperti che nei prossimi mesi studieranno ogni variabile, ogni frame e combinazione, e stileranno tier e classifiche sull’efficacia di ogni personaggio che, per forza di cose evolverà parallelamente con il metagame online e con l’arrivo delle patch e dei primi fix. Quello che possiamo dire con certezza però è che il gioco ora come ora è dannatamente divertente e godibile da chiunque, e lo raccomandiamo per questo non solo ai fan della saga, ma anche a tutti gli amanti dei picchiaduro in generale. Mortal Kombat sembra essere studiato apposta per poter essere giocato come ai vecchi tempi dei cabinati, con altri tre amici nella stessa stanza, grazie alle tag team due contro due ed alla possibilità di entrare nella caciarona, quanto ben riuscita, modalità online Re della Collina, dove sarà possibile disputare incontri di allenamento e dare spettacolo di sé nella lobby: a fine combattimento il pubblico potrà infatti valutare la prestazione del vincitore e assegnargli un punteggio che incrementerà i suoi Punti Rispetto. Non mancherà inoltre la classica modalità uno contro uno con un netcode stabile, ma con qualche saltuario ritardo nella risposta dei comandi. Peccato non sia possibile disputare partite tag due contro due online, sarebbe stata un’ulteriore feature nuova ed originale che avrebbe potuto portare a risvolti interessanti

 

Abbiamo speso una gran quantità di parole per svelare il gioco in sé e le sue modalità senza parlare della violenza gratuita che da sempre ha reso celebre questa saga e che fino ad oggi è servita, quantomeno in parte, a decretarne il successo. Questo secondo noi è il primo grande punto su cui bisogna riflettere: il nuovo Mortal Kombat è prima di tutto contenuto e profondità, ma ovviamente il gore non poteva mancare! L’impatto grafico di questo nuovo capitolo è ottimo, la modellazione poligonale dei personaggi è eccellente ed il livello di dettaglio delle texture segue di pari passo. Durante i combattimenti i giocatori si feriranno, le vesti verranno lacerate (curiosamente però questa feature è disattivata nella modalità storia) ed il sangue scorrerà a fiumi, con un livello di violenza sopra ad ogni altro Mortal Kombat uscito fino ad ora. Il clima che si respira è quello lugubre di Mortal Kombat 2, ma con un comparto tecnico degno del 2011. Anche le animazioni rimandano indietro nel tempo ed ogni mossa caratteristica è stata rimodernata con una nuova animazione, mantenendone però intatto lo spirito: la sfera di ghiaccio di Sub Zero congelerà i nemici all’istante ed il fuoco di Scorpion arderà vivi i nemici, tra urla di sofferenza e risate di soddisfazione. I personaggi non condividono più mosse e animazioni, ed ognuno di essi è stato studiato con dovizia di dettagli nei costumi e nei set di mosse, peccato per qualche problema per le hit box, non sempre precise e che in talune circostanze contano colpi mancati come messi a segno, un problema di lieve importanza durante le partite caserecce, ma che potrebbe rivelarsi determinante negli ambienti torneistici. Il roster, altamente soddisfacente, è composto da circa trenta lottatori scelti tra i più carismatici dei primi tre Mortal Kombat. Se amavate un lottatore potete star certi che qui lo ritroverete in una versione rimodernata, al passo con i tempi e decisamente più cattiva. Ognuno di essi sarà dotato di due distinte e violentissime Fatality, vero e proprio marchio della serie, potenziate da un uso sapiente dell’Unreal Engine. Anche le arene ci hanno lasciato colpiti in maniera positiva, gli sfondi animati sono di egregia fattura, e si prestano perfettamente alle tanto adorate Stage Fatality, ritornate in questo nuovo capitolo insieme alle Babality, rivisitate per l’occasione e personalizzate ora per ogni combattente. L’ultimo paragrafo di questa nostra recensione lo vogliamo dedicare spassionatamente al doppiaggio italiano. Dopo l’egregio lavoro svolto con Mortal Kombat vs DC Universe, dove la voce di Batman era addirittura presa dal doppiatore del cartone animato, ci ritroviamo per le mani oggi un prodotto scadente, caratterizzato da una recitazione pessima e rappresentata in tutta la sua pochezza dalla voce di Johnny Cage, un vero insulto a tutti i professionisti del settore che lavorano con cura in questo campo. La qualità da produzione amatoriale è abbinata ad un completo desincrono con il labiale, sintomo che le cose sono veramente state fatte in fretta e furia senza controllare minimamente la qualità del lavoro svolto. Fortunatamente il titolo è multi 5 e, settando in inglese il linguaggio della console, è possibile ovviare al problema e godersi un doppiaggio meritevole e degno di rappresentare un prodotto che, senza alcuna remora, può essere definito come il miglior Mortal Kombat di sempre.

 

Commento Finale:

 

Dopo una lunga serie di titoli deludenti, Mortal Kombat si presenta nuovamente in grande spolvero. Per farlo è stato necessario risalire alle origini della serie, tornando ad implementare un roster contenente tutti i personaggi-simbolo della saga, un gameplay completamente in 2D ed inserendo novità di rilievo come la nuova barra per l’esecuzione degli X-Ray. Il titolo si presenta con una quantità di contenuti single player impressionante, in grado di garantire una longevità esagerata rispetto a quanto siamo abituati. Un sistema di gioco immediato e più semplicistico rispetto a quello dei diretti concorrenti permetterà sia ai fan dei picchiaduro in generale che ai neofiti di avvicinarsi al gioco e di apprezzarne tutte le sfaccettature, nonostante la palese presenza di qualche piccolo difetto. Se siete dei fan di Mortal Kombat, questo è il gioco che stavate aspettando da quindici anni, non lasciatevelo sfuggire.

Conduit 2

Conduit 2

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Pubblicato da Alberto Masini in Videogiochi

Recensione:

Il mondo non sempre va come ci si aspetta, può capitare infatti che nonostante rischi costantemente la trivellazione ad opera di alieni spietati per salvare il tuo caro Presidente, tu sia considerato uno dei peggiori traditori. Un bel giorno tuttavia ti svegli, ed un tipo di nome Prometheus ti spiega che qualcosa non va, portandoti a scoprire una cospirazione degna dei più intricati romanzi di Tom Clancy. Realizzi che il tuo ex capo è un alieno e che, guarda caso, il suo obiettivo è la conquista del mondo. Tutto ciò ti accade se ti chiami Michael Ford e sei il protagonista di The Conduit. Ma cosa succede se durante una furiosa battaglia col cattivone, tale John Adams, questo riesce a scappare attraverso uno strano condotto luminescente? Semplice, inizia Conduit 2.
Il nuovo capitolo della serie comincia infatti in strettissima continuità con il predecessore, facendoci proseguire l’avventura dal punto esatto in cui l’avevamo lasciata e raccontando nient’altro che la prosecuzione dell’inseguimento.
Dal punto di vista prettamente analitico, possiamo esordire dicendo come la trama e il relativo incedere non siano esattamente uno dei punti di forza del titolo, non tanto per la banalità o poca originalità, quanto per lo scarso spessore dato ai personaggi, soprattutto ai due antagonisti principali. Sebbene i dialoghi siano discretamente realizzati, la narrazione non raggiunge mai picchi interessanti, ponendosi purtroppo come semplice e quasi superfluo orpello.

Analizzare Conduit 2 richiede un piccolo sforzo intellettuale necessario per non farsi influenzare dalla non molto rosea fama del predecessore e dal ben nutrito hype intorno a questo seguito. Avviata la campagna in single player, se si conosce bene il primo episodio ci si sentirà subito a casa. La struttura di gioco è essenzialmente invariata, basandosi su missioni abbastanza lineari costituite da aree da esplorare facendosi strada a suon di piombo (o altre munizioni di natura aliena) da riversare su un gran numero di malcapitati nemici. Non mancano gli scontri con i giganteschi boss che abbiamo imparato a conoscere (e ad annientare), sempre in grado di regalare momenti davvero divertenti, utili a spezzare l’altrimenti eccessiva routine del titolo. La campagna principale richiede un impegno di circa sei ore, una durata non eccezionale che da sola non giustifica l’esborso, considerando soprattutto un level design migliorato rispetto al primo episodio, ma non al punto da far gridare al miracolo. Torna ovviamente l’utilizzo del DIVA, acronimo di Dispositivo Intelligente di Visione Alternativa, in grado di fornirvi un prezioso aiuto e supporto tecnico durante le missioni. Una nota di merito va alla difficoltà del titolo, assolutamente personalizzabile grazie ai ben quattro livelli disponibili: in tal modo neofiti o esperti potranno affrontare una sfida adeguata alle proprie capacità. Purtroppo ciò non corrisponde ad un effettivo cambiamento nel comportarsi dei nemici, la cui intelligenza artificiale è discreta, ma non brilla per originalità, proponendo di fatto situazioni sempre molto simili tra loro.
I fan degli FPS saranno ben felici di poter disporre di un arsenale composto da diciannove armi differenti, divise nei gruppi leggere, pesanti, prototipo e granate. Molte di queste armi, soprattutto le prototipo, risultano molto divertenti da utilizzare grazie anche alle originali funzioni speciali. Sta al giocatore sperimentare gli usi e le combinazioni più efficaci, specialmente sfidando altri esseri umani. Ad allungare smisuratamente la vita del titolo è infatti il ben nutrito e solido comparto multiplayer in grado di accontentare un po’ tutti giocatori; sia che siate tipi da shooter online, sia che preferiate una partita tra amici davanti la stessa TV sarete soddisfatti. In locale è possibile affrontare partite competitive classiche oppure in cooperativa contro orde di nemici controllati dal computer, un buon extra utile a variare un po’ l’esperienza di gioco. Come moltissimi titoli odierni però, il lavoro più consistente è stato rivolto al comparto online. In linea con le più recenti produzioni in Conduit 2 avremo la possibilità di personalizzare il nostro alter ego, il quale crescerà con i punti esperienza accumulati nelle battaglie. Queste si dividono essenzialmente in due tipi, una classica ed una denominata hardcore nel quale alcuni aiuti come ad esempio il radar vengono disattivati. Non mancano le possibilità di personalizzazione sia estetica che tattica con upgrade vari acquistabili grazie ai crediti guadagnati con il soddisfacimento di alcuni obiettivi sia in single che in multiplayer. In genere dunque nulla di nuovo, ma comunque ben funzionante, il matchmaking si è infatti dimostrato sempre veloce durante i nostri test e le partite non soffrono quasi mai di lag o cali di frame-rate. Paradossalmente è possibile riscontrare qualche calo di frame rate più nella campagna per giocatore single che in multigiocatore.

Gli FPS su console stanno vivendo nuova vita grazie alla diffusione di Wii Remote e PlayStation Move vari. Queste nuove periferiche consentono infatti una precisione ed un’accuratezza non raggiungibili dai controller tradizionali e dunque molto più vicini all’esperienza regalata dal mouse su PC. Proprio il sapiente sfruttamento del telecomando Nintendo è alla base delle promesse legate al lavoro di High Voltage. Questa volta è persino possibile utilizzare (facoltativamente) il Wii Motion Plus, accessorio in grado di migliorare, anche se non di molto, l’esperienza di gioco. Il controllo in genere è abbastanza preciso e accurato a patto di insistere un po’ sulle numerose personalizzazioni al fine di adattare il tutto al proprio stile e alle proprie capacità, per fortuna le opzioni disponibili sono tante e tutte utili. Proprio per sottolineare l’importanza della libertà di scelta, Conduit 2 è giocabile anche con il Classic Controller (sia in versione standard che Pro) garantendo ai più tradizionalisti la possibilità di un approccio più classico. Ad essere sinceri, a meno della ovvia e maggiore immediatezza di puntamento offerta del Wii Remote, l’utilizzo del Classic Controller risulta in alcuni frangenti più comodo ed intuitivo.

Un titolo ambizioso:

Uno dei punti di forza su cui High Voltage ha sempre insistito in merito ai suoi prodotti per Wii è la qualità estetica degli stessi. Purtroppo però le promesse sono state mantenute in parte, tuttavia questo episodio registra comunque un buon miglioramento in confronto al predecessore. A fronte di una modellazione poligonale più che discreta i nostri occhi potranno osservare effetti speciali ben realizzati e convincenti. Stilisticamente i canoni sono gli stessi del titolo originale, ma i più accorti potranno notare un’attenzione ai dettagli leggermente migliorata. Ancora una volta però, giocare con il titolo prodotto pubblicato da SEGA lascia quella lieve sensazione di insoddisfazione, come se mancasse qualcosa. In piena era alta definizione, giudicare efficacemente un titolo come Conduit 2 può essere arduo; l’effetto permeato dalla realizzazione tecnica è come di un titolo che vuole disperatamente avvicinarsi ai cugini FPS per console HD, risultando di fatto impossibilitato nel farlo a causa dei limiti della console su cui gira. Il risultato è comunque un titolo che lascia intravedere le proprie potenzialità e ambizioni (e dunque quelle del team artefice) portando su Wii uno dei titoli graficamente più appaganti.
Meno di impatto il comparto sonoro, limitandosi a fare onestamente il proprio lavoro senza stupire o spiccare rispetto alla media dei titoli attuali sulla console Nintendo.


Commento Finale:

Il Wii non è una console HD, questo è un dato di fatto inevitabile. Ciò non toglie che alcune software house abbiano deciso di lanciare una sfida a se stessi e al mercato, tentando di realizzare titoli complessi e potenzialmente validi tecnicamente. Con Conduit 2 i ragazzi di High Voltage sono riusciti a migliorare il tiro, imparando in alcuni punti dai propri errori e confezionando un seguito più meritevole del precedente. Non siamo davanti ad un capolavoro assoluto a causa di alcune imprecisioni e sbavature, ma tutto sommato il titolo riesce a svolgere il compito per cui è stato concepito. La campagna in singolo dura davvero poco, è maldestramente narrata e non è soddisfacente per giustificare l’acquisto, ampiamente consigliato nel caso in cui il Wii sia la vostra unica console e abbiate una gran fame di FPS online.

Call of Duty: Black Ops

Call of Duty: Black Ops

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Pubblicato da Alberto Masini in Videogiochi


Informazioni:

Call of Duty: Black Ops è uno sparatutto in prima persona sviluppato da Treyarch e pubblicato da Activision, uscito per gli Stati Uniti ed Europa il 9 novembre 2010. Ufficialmente annunciato il 30 aprile 2010, il gioco è il settimo capitolo della serie Call of Duty e il quarto gioco della serie ad essere sviluppato da Treyarch dopo Call of Duty 2: Big Red One, Call of Duty 3 e Call of Duty: World at War. È il sequel di Call of Duty: World at War. È stato inizialmente disponibile il pre-ordine solo su PC, Xbox 360 e PlayStation 3. Activision successivamente ha confermato la pubblicazione anche per Wii e Nintendo DS del titolo.

Sviluppo:

Nel maggio 2009, Activision diceva di essere alla ricerca di concessione di licenze per quanto riguarda la guerra del Vietnam, questo fatto ha portato alla speculazione che il prossimo episodio di Call of Duty si sarebbe svolto durante quel periodo, inglobando anche parti riguardanti la Guerra Fredda. Nel novembre del 2009, solo pochi giorni prima dell’uscita di Modern Warfare 2, Activision ha annunciato ufficialmente un nuovo titolo Call of Duty per il 2010. Il 30 aprile 2010, Call of Duty: Black Ops è stato ufficialmente annunciato. La Software House ha deciso di sviluppare il gioco seguendo la struttura di World at War, ovvero una campagna offline fiancheggiata oltre che da una modalità Multigiocatore competitiva anche da una Zombie, esattamente come Call of Duty: World at War, in cui i giocatori dovranno difendersi da orde di non morti che tenteranno di ucciderli. La tecnologia motion capture, simile a quella usata nel film di James Cameron Avatar, consente precise espressioni del viso, catturando i movimenti dell’attore. Per la realizzazione sono stati consultati anche i veterani delle forze speciali da entrambe le parti belligeranti della guerra fredda: dal Maggiore John Plaster(US Army-Ret.) che ha prestato servizio nel MACVSOG durante la guerra del Vietnam e da alcuni membri della ex U.R.S.S. La versione per Computer è stata arricchita di due features aggiunti ovvero i server dedicati per l’online e il ritorno della Console in-game come su COD4, per la creazione di Mod e la modifica delle impostazioni di gioco avanzate (FPS, ragdoll ecc.). Il gioco è stato ufficialmente rilasciato il 9/11/10 ma le copie retail hanno iniziato a circolare già da qualche giorno prima poiché molte catene di elettronica hanno rotto il day one del gioco.

Gameplay:

Come da prassi la Treyarch mostra un contenuto di grafica elevata e di una buona gestione riguardate il realismo delle armi. Il tasso di violenza, rispetto a Modern Warfare 2 è decisamente elevato, infatti come in Call Of Duty World at War è possibile, quando si colpisce un nemico, incenerirlo, distruggergli arti, oppure colpirlo con foga nel corpo a corpo mediante il coltello. Cosa molto simile al quinto capitolo della serie, sviluppato sempre da Treyarch, rispetto a quelli dell’Infinity Ward, che anche se trattano di un gioco di guerra lo rendono ” meno violento “. La modalità cooperativa, precedentemente annunciata, non sarà presente; infatti la Treyarch ha rinunciato a questa che però è presente nella modalità Zombie.

Trama:

Il 25 febbraio 1968, l’agente SOG Alex Mason è legato ad una sedia in una sala da interrogatorio. Incapace di capire dove si trovi, viene costantemente bombardato di domande su dove si trovi una misteriosa stazione dei numeri ed elettrificato più volte (specialmente dopo la risposta alle prime domande).

Nel 1961, Mason, Woods, e Bowman tentarono di assassinare Fidel Castro durante lo sbarco nella Baia dei porci a Cuba come parte dell’Operazione 40. Mason apparentemente riesce nel suo assassinio, ma la loro estrazione va male, con Mason che rimane indietro per proteggere l’aereo per la fuga. Viene catturato dal vero Castro (quello che aveva ucciso era un sosia). A causa dell’alleanza con l’Unione Sovietica, Castro consegna Mason nelle mani del generale Nikita Dragovich. Mason viene quindi tenuto prigioniero nel campo di lavoro di Vorkuta per due anni. Durante la sua prigionia, Mason diventa amico di Viktor Reznov, un ex soldato dell’Armata Rossa. Reznov rivela a Mason l’identità di quelli involti nella sua tortura: Dragovich, Lev Kravchenko (il suo braccio destro) e Friedrich Steiner, un ex scienziato nazista che si rifugiò in Unione Sovietica. Tutti e tre hanno una connessione con Reznov: nell’ottobre 1945, Reznov, Dragovich, Kravchenko, e Dimitri Petrenko (suo amico fraterno) fecero parte di un’unità mandata a localizzare Steiner, nascosto con una unità di SS nel circolo polare artico. Durante l’operazione, Reznov venne tradito da Dragovich, che usò la creazione di Steiner, un agente nervino chiamato “Nova-6”, su Petrenko. Reznov evitò la morte quando dei commando SAS attaccarono i russi. Durante la confusione, Reznov riuscì a distruggere la Nova-6 piazzando una carica esplosiva su un Razzo V2. Tuttavia questa venne ricreata tempo dopo da Steiner e uno scienziato britannico di nome Daniel Clarke per i Sovietici. Poco dopo, Reznov venne arrestato e imprigionato a Vorkuta e capisce le reali intenzioni di Dragovich. Mason e Reznov incitarono una rivolta dei prigionieri per scappare dal gulag, ma solo Mason riuscì a fuggire.

Un mese dopo, il presidente John F. Kennedy autorizzò l’assassinio di Dragovich. Nel novembre 1963, Mason, Woods, Bowman e Weaver vennero mandati al cosmodromo di Baikonur in U.R.S.S. per smantellare il programma spaziale sovietico ed eliminare i membri del gruppo Ascensione. All’inizio dell’operazione, Weaver viene catturato e Mason vede Kravchenko torturarlo, accoltellandolo sull’occhio sinistro, ma Mason e la sua squadra riescono a salvarlo e a distruggere il razzo Soyuz. Dragovich elude il tentativo di assassinio, portando Mason a ricercarlo per i successivi cinque anni.

Nel 1968, il MACV-SOG venne stabilito in Vietnam per investigare sulla presenza sovietica nel paese. Dopo aver difeso Khe Sanh, il SOG viene mandato a Hue durante l’offensiva del Tet per recuperare un dossier con informazioni su Dragovich da un disertore russo. La squadra recupera il dossier, mentre Mason incontra Reznov, che si scopre essere il disertore. IL SOG quindi penetra nel Laos per recuperare un carico di Nova-6 da un aereo da carico sovietico abbattuto. Alla zona di schianto, vengono sopraffatti da ondate di vietcong e soldati spetsnaz, e vengono catturati. Mason e Reznov scappano, ma Bowman viene ucciso da un torturatore e Woods muore nell’uccidere Kravchenko (che si fa esplodere con Woods tramite l’innesco a catena di alcune granate).

Nel frattempo, Hudson e Weaver interrogano il dr. Daniel Clarke, l’ingegnere che creò assieme al dr. Steiner la Nova-6, a Kowloon, Hong Kong. Clarke identifica Steiner come parte della cospirazione, e rivela il luogo di una struttura di ricerca e sviluppo nascosta sul monte Yamantau prima di essere ucciso da uno degli uomini di Dragovich. Hudson e Weaver si dirigono sul monte Yamantau per distruggere la fabbrica e recuperare Steiner. Durante la missione, Hudson riceve una trasmissione da Steiner dove gli chiede di incontrarsi all’Isola Rinascita in U.R.S.S. per scoprire come bloccare la trasmissione di numeri che manderebbero istruzioni a degli agenti dormienti nel rilasciare la Nova-6 nelle città americane. Ma anche Mason e Reznov si dirigono all’Isola Rinascita, intenzionati ad uccidere Steiner. Arrivati nella stanza dove si trova lo scienziato, Reznov gli spara in testa ma, Hudson, arrivato anch’egli nella base dopo aver sfondato il perimetro difensivo insieme alla sua squadra, ha visto Mason, vestito con l’uniforme di Kravchenko, compiere l’assassinio e non Reznov, di cui non c’è nessuna traccia.

A questo punto, Hudson e Weaver si rivelano essere gli interrogatori di Mason. Hudson realizza che Dragovich fece il lavaggio del cervello a Mason per farlo obbedire utilizzando la sequenza dei numeri, effettivamente facendolo diventare un agente dormiente. Senza altre soluzioni, Hudson libera Mason per poterlo seguire. Viene così rivelato che il vero Reznov morì durante la fuga di Vorkuta, e le visioni di Mason su Reznov erano il risultato di un disordine disocciativo causato dal traumatico lavaggio del cervello (infatti ogni volta che Mason incontrava Reznov si sente la sequenza di numeri). Reznov ha, infatti, riprogrammato Mason per assassinare Dragovich, Kravchenko e Steiner invece del presidente Kennedy prima della fuga da Vorkuta. Hudson riesce ad annullare il lavaggio del cervello di Mason e poi fa partire la sequenza di numeri un’ultima volta per Mason, pregandolo di ricordare il luogo, e Mason effettivamente ricorda la nave da carico russa Rusalka sulle coste di Cuba.

All’alba la squadra lancia un assalto sulla Rusalka nel Golfo del Messico, con Mason e Hudson che si infiltrano in una stazione di trasmissione sottomarina, protetta dalla nave, una base sovietica per sommergibili intenzionata ad essere parte del piano di Dragovich per invadere gli Stati Uniti dopo aver liberato la Nova-6. Confermando che la Rusalka è la stazione dei numeri, Hudson chiama la US Navy per distruggere la nave e la sua base sottomarina. Mason e Hudson finalmente trovano Dragovich nei livelli bassi della struttura e riescono a ucciderlo prima della distruzione della base, nuotando poi verso la superficie durante la distruzione degli obiettivi. Weaver dichiara la vittoria, ma Mason è insicuro, turbato dalla sua ultima conversazione con Dragovich.


Multigiocatore:

La modalità Multigiocatore del nuovo Call of Duty è sicuramente la novità più grande portata nella saga da questo capitolo. Oltre ad una nuova struttura delle usuali modalità competitive, troviamo novità come la modalità Scommessa, la modalità Training e la modalità Cinema. Inoltre le armi, le abilità e tutti gli accessori per le nostre armi non saranno più sbloccati all’aumento di livello ma verranno comprati tramite i COD Points. Per cominciare potremo vedere il nostro ratio e quello degli altri giocatori nella lobby di fianco alle solite uccisioni, morti e assist. La Treyarch aveva fatto una promessa, ovvero che il multyplayer non sarà una copia di quello di Modern Warfare 2,bensì sarà una cosa mai vista prima d’ora. La promessa è stata mantenuta e abbiamo potuto vedere vari video dove mostrano il nuovo sistema Crea una classe 2.0,dove la personalizzazione sarà portata a livelli stratosferici. Si potranno modificare i personaggi, le armi dopo essere state sbloccate potranno essere comprate con dei crediti acquisibili completando partite e contratti. Con questi potremo inoltre acquistare accessori, equipaggiamenti, killstreak e perk per creare le nostre classi preferite. La serie di uccisioni più alta sarà a 11 uccisioni di fila e consisterà o in un attacco da parte dei cani come in Call of Duty: World at War oppure in un elicottero d’assalto completamente guidabile. A differenza di Modern Warfare 2 il supporto aereo sarà disponibile a 9 uccisioni di fila. Non saranno presenti né l’IEM né la carica nucleare, ma saranno invece presenti 2 tipi di velivoli ricognitori(uno a 3 e uno a 8 uccisioni di fila). Torneranno la torretta robot e gli approvvigionamenti. Esistono un paio di armi, una machine gun ed un M202 FLASH, che non sono inseribili nelle classi, ma si potranno trovare solo all’interno di casse degli approvvigionamenti. Sarà possibile inoltre vedere i replay delle proprie uccisioni anche da varie prospettive e punti di vista con un sistema simile a quello di Fifa 10 e Halo: Reach.

Modalità partita:

Tutti Contro Tutti (TCT): un Deatmatch senza squadre in cui per vincere servono 3000 punti, il gioco considera vittoria il piazzamento tra i primi 3. La modalità accetta fino a 8 giocatori.

Deatmatch a Squadre (DMS): due team si sfidano in un Deatmatch, la prima squadra che arriva a 7500 punti vince. Se il tempo limite scade, vince la squadra che ha totalizzato più punti.

Dominio (DOM): due team si sfidano per mantenere il controllo di 3 bandiere poste in 3 differenti punti della mappa, ogni bandiera sotto controllo da 1 punto alla squadra ogni 5 secondi, il limite di punteggio è 200. Le uccisioni non influiscono sul punteggio.

Quartier Generale (QG): le due squadre si contendono il controllo di un obiettivo che fa guadagnare 5 punti alla squadra che lo ha conquistato ogni 5 secondi. La squadra che lo difende non può rientrare in gioco fino all’andamento in offline del QG (un minuto dopo la sua cattura) o alla distruzione di esso. La sua posizione inoltre cambia dopo ogni conquista. Vince la prima squadra che arriva a 250 punti. Le uccisioni non influiscono sul punteggio.

Sabotaggio (SAB): in questa modalità sono presenti due obiettivi, uno per squadra, da sabotare. Le due squadre devono prendere la bomba, la quale si trova all’interno della mappa, poi piazzarla nell’obiettivo della squadra. Quando un giocatore avversario sarà in possesso della bomba sarà facile individuarlo grazie alla scritta UCCIDI che comparirà su di lui, invece quando la bomba sarà in possesso di un giocatore alleato comparirà su di lui la scritta DIFENDI. Le uccisioni non influenzano il punteggio della squadra.

Demolizione (DEM): nella mappa sono posizionati due obiettivi da distruggere tramite una bomba, ogni giocatore della squadra in attacco è in possesso di una bomba e deve piazzarla e difenderla fino all’esplosione. Dopo la distruzione di una delle due postazioni viene aggiunto del tempo bonus. Le uccisioni non influenzano il punteggio.

Cerca e Distruggi (CED): la squadra in attacco deve distruggere uno dei due obiettivi presenti nella mappa nello stesso modo della modalità Demolizione. A differenza di quella però non è consentito il rientro in gioco dopo essere stati uccisi e la bomba è soltanto una. Ogni uccisione vale 500 punti. Vince la squadra che ha vinto 4 round.

Cattura la Bandiera (CLB): le squadre devono prendere dalla base nemica la bandiera e portarla fino al loro obiettivo. Il punto viene contato soltanto se la propria bandiera non è stata rubata dai nemici nel frattempo. Se si viene uccisi, prima di rientrare si deve aspettare un tempo che varia da 5 a 15 secondi.

Sono state poi annunciate delle modalità aggiuntive definite Wager Matches (partite a scommesse), tutti contro tutti in cui sarà possibile scommettere i propri CodPoints (valuta di gioco necessaria per acquistare armi e perk). Se ne contano in tutto quattro, con regole molto diverse:
One in the Chamber (Un colpo in canna): i giocatori hanno a disposizione solo una pistola con un proiettile e tre vite. Ogni uccisione darà un altro proiettile, ma se si fallisce il colpo bisognerà cavarsela solo con il coltello.
Sticks and Stones (Età della pietra): modalità in cui ci si affronta con la balestra dotata di dardi esplosivi, il coltello balistico e il tomahawk. Se si colpisce un giocatore con quest’ultimo, lo si manderà in bancarotta.
Gun Game (Gioco delle armi): i giocatori partono con una pistola e, ad ogni uccisione, si ottiene un’arma più avanzata e potente; accoltellando un nemico lo si farà invece retrocedere all’arma precedente a quella che aveva. Il primo giocatore che riesce ad uccidere un giocatore con ognuna delle 20 armi proposte (tra cui anche lanciagranate, bazooka, balestra e coltello balistico) vincerà la partita.
Sharp Shooter (Tiratore scelto): si combatte utilizzando la stessa arma per ogni giocatore, scelta a caso dal computer, la quale cambierà ogni 40-50 secondi. Ogni uccisione permetterà di ottenere un bonus che aiuterà il giocatore ad aggiudicarsi la vittoria.

Opzioni della partita:


Recluta

La modalità Recluta, anche se aperta a tutti i giocatori senza nessuna limitazione, presenta le modalità sopra indicate che vengono sbloccate con l’aumento del livello.
Essenziale

Nella modalità Essenziale troverete modalità simili a quelle recluta ma le specialità e gli accessori per le armi non saranno utilizzabili e le serie di uccisioni rimosse o limitate.
Veterano

Le regole sono le stesse della modalità Recluta ma l’UAV è disattivato, il numeri dei colpi in canna e le munizioni non sono visualizzate,i danni delle armi sono aumentati al 200% e la vita è ridotta al 50%. Prima del respawn però bisogna attendere un tempo che varia tra i 3 e i 15 secondi.

Prestigio

La modalità Prestigio è sbloccabile solo dopo aver raggiunto il livello 50,sono presenti 15 livelli di prestigio a differenza dei precedenti capitoli in cui ve ne erano presenti fino ad un massimo di 10. Nella modalità prestigio ci sono 3 diversi tipologie di gioco: Recluta Prestigio, sbloccabile al 1 prestigio, Veterano Prestigio, sbloccabile al 10 prestigio e Prestigio Puro sbloccabile al 15 prestigio.


Mappe:

Array: mappa grande ambientata in una stazione radio innevata.
Cracked: mappa grande ambientata in Vietnam in cui si combatterà per strade e edifici semidistrutti, con molti cunicoli e passaggi nascosti.
Crisis: mappa di media grandezza ambientata in una stazione missilistica segreta a Cuba.
Firing Range: mappa piccola ambientata in una struttura d’addestramento militare americana a cuba,presumibilmente si tratta di Guantanamo.
Grid: mappa di media grandezza ambientata in una stazione di spionaggio sovietica innevata. Si presenta divisa in due zone, una con prevalenza di alberi e una edificata.
Hanoi: mappa di media grandezza ambientata in un campo di prigionia nordvietnamita.
Havana: mappa di media grandezza ambientata nella omonima città cubana.
Jungle: mappa grande ambientata in una valle fluviale del Vietnam che si sviluppa principalmente in altezza.
Launch: mappa di media grandezza ambientata in una stazione missilistica sovietica.
Nuketown: mappa molto piccola ambientata in una cittadina costruita per testare gli effetti delle bombe nucleari su centri abitati, con tanto di manichini.
Radiation: mappa medio-grande ambientata in una raffineria d’uranio sovietica.
Summit: mappa di media grandezza ambientata in una struttura di ricerca su una montagna innevata.
Villa: mappa di media grandezza ambientata nella villa cubana di Fidel Castro
WMD: mappa grande ambientata in una base sovietica abbandonata.

Curiosità:

Il fucile d’assalto FAMAS non esisteva nel periodo in cui è ambientato il gioco e il suo aspetto era leggermente diverso da quello mostrato nel gioco. In più non era automatico, ma sparava raffiche da tre colpi.
Altre armi non esistenti nel periodo in cui è ambientato il gioco sono:Galil, Steyr AUG, G11, Ingram MAC-11, Spectre M4, Walther WA 2000, L96A1, Heckler e Koch HK HS10 e Strela-3.
L’ AK-74, reperibile nelle ultime missioni del gioco ambientate nel 1968, non esisteva all’ epoca, fu creato solo nel 1974. In particolare, la sua versione U, sempre reperibile, risale al 1979, ed il lanciagranate specifico ai tardi anni ’80.
Come a Call of Duty 4: Modern Warfare il fucile M16 è in versione fuoco automatico nella campagna, mentre nel multiplayer spara raffiche a tre colpi. In più nella campagna (solo nel primo livello) al protagonista viene dato un M16 equipaggiato con mirino ACOG e lanciagranate M203, una combinazione di accessori che non è possibile fare nel multiplayer.
In una stanza di Kino der Toten si possono notare i ritratti dei protagonisti della modalità zombi, insieme a un volto ignoto.
In uno dei corridoi del primo piano della mappa Five si può notare un ritratto del sergente Roebuck, personaggio di Call of Duty: World at War.
Il fucile a pompa KS 23 è presente nella campagna, ma non nel multiplayer.
La pistola mitragliatrice MP40 è presente solo nella campagna che nel livello zombie Kino Der Toten.
Le armi presenti solo nel livello Progetto Nova della campagna sono: Sten, PPSh-41 (con caricatore lineare da 35 colpi), Mosin-Nagant (sia con che senza mirino telescopico),Tokarev TT-33 (con torcia elettrica), MP40, StG44, MG 42 (solo mitragliatrice fissa), Panzerschreck, Stielhandgranate.
Proprio come in Call of Duty: Modern Warfare 2, sì può conoscere il volto del protagonista.
Rispetto agli altri Call of Duty si possono vedere, in alcuni casi, le gambe e il tronco del protagonista (specialmente nella schermata principale o durante le scene in cui Mason è legato alla sedia dell’interrogatorio).
Nella mappa Nuketown è presente un Easter Egg, che sostituisce, alla colonna sonora predefinita, Sympathy For The Devil dei Rolling Stones, una volta che si è fatta saltare la testa di tutti i manichini presenti nella mappa.
Sempre nella mappa Nuketown, sono presenti delle caselle della posta che riportano scritti i nomi di Mason e Woods; e un cartellone rosso, vicino al camion, che mostrerà il numero di giocatori presenti nella mappa.
Sempre nella mappa Nuketown nelle librerie che si trovano all’interno delle due case si trovano alcuni libri il cui autore è Edward Richtofen , personaggio della modalità Zombie
Nelle partite multigiocatore dove si deve piazzare una bomba, quando si estrae il computer, il personaggio digita sempre il numero 115, che è anche il numero dell’elemento principale delle armi Pistola a Raggi e Pistola Fulminante nelle modalità Zombie.
Nella mappa multiplayer Firing Range, sono presenti diversi oggetti presenti a loro volta nelle mappe Zombie, tra cui barriere (quelle per riparare le porte), casse misteriose, bottiglie di vodka, varie scritte tra cui “Gateway to Hell” ed infine, in una casa al centro della mappa, in alto incastrato tra le travi è presente un orsacchiotto di peluche, simbolo della modalità zombie (fuoriesce dalla cassa misteriosi e la teletrasporta in un altro punto della mappa). Inoltre ci sono varie scritte “Quarantaine” che potrebbero indicare il nome della prossima mappa scaricabile della modalità Zombie.
L’elicottero Hind,presente in diverse missioni (e come ricompensa uccisione in multiplayer), non esisteva nel tempo in cui il gioco si ambienta: il suo primo volo fu nel 1969 e la sua entrata in servizio fu nel 1972.
Il fucile d’assalto G11 non esisteva nel tempo in cui il gioco si ambienta perché il progetto è degli anni ’70 e’80, rimanendo solo un prototipo.
Il livello della modalità zombie “Kino der Toten” sembrerebbe essere un riferimento al cinema Le Gamar presente nel film Bastardi senza gloria (2009, Quentin Tarantino). Di fatto, l’entrata del cinema ed anche molti altri elementi ricalcano molto quelli presenti nel film.